martedì 27 settembre 2022

L'Italia chiamò! (per l'ultima volta?!)

 Le elezioni politiche appena passate lasciano un segno indelebile nel panorama politico italiano dal dopoguerra ad oggi, sono state infatti la chiamata alle urne con la minore affluenza di sempre (63,91%), una differenza percentuale di quasi dieci punti se si paragona alla penultima tornata elettorale del 2018.


Tanti sono i risultati ed alcuni i punti di riflessione.


  • Innanzitutto a differenza del messaggio che i mass media ed il mainstream vorrebbero far passare, il vero vincitore è stato l'Astensionismo, sempre meno cittadini si sentono parte di questo sistema marcio e in putrefazione, sempre meno uomini e donne possiedono un senso d'appartenenza politico non sentondosi rappresentati da nessuno.
  • I giornali e le televisioni hanno sbandierato e sottolineato la svolta a destra che il nostro Paese avrebbe intrapreso, ma facendo due calcoli gli abitanti italiani sono 60 milioni, gli aventi diritto al voto 46 milioni, i votanti 28 milioni e Fratelli d'Italia capitanato da madame Giorgia Meloni ha ottenuto un 26% di questi ultimi 28 milioni di votanti, ergo 7 milioni di voti. Doppio ergo, 1 italiano su 10 ha votato Meloni, più di 5 italiani su 10 non hanno espresso il loro voto. Triplo ergo, conferma della vittoria dell'Astensionismo.
  • Il partito capitanato dalla Meloni è risultato essere il più votato ed è stato premiato in maniera netta dagli elettori che hanno abbandonato la nave traghettata da capitan Salvini. Il motivo senza dubbio è stata la sua coerenza, ha saputo pazientemente aspettare, non ha accettato di entrare a far parte del governo tecnico draghiano nel febbraio di un anno fa e postasi all'opposizione ha saputo attendere il momento propizio. Pur piacendo o no le si deve riconoscere il merito di essere stata l'unica leader in questi ultimi mesi, ha saputo amalgamare il suo carattere vivace ad un seppur illusorio nazionalsovranismo che tanti italiani richiedono a gran voce. Insomma una donna e una leader che al centro-sinistra manca da tempo.
  • Il centro-sinistra a trazione Partito Democratico si accontenta di un 19% e dell'ennesima sconfitta aspettando di governare al prossimo governo tecnico....
  • Il 16% del Movimento 5 Stelle ha risvegliato tutti gli italiani che vedevano sfumare il sogno del reddito di cittadinanza dopo aver abbandonato il Movimento nelle ultime comunali e regionali. 


Adesso arriverà il momento cruciale, la patata bollente dovrà essere gestita. La crisi energetica e la guerra sono alle porte e Giorgia sfoggerà tutto il suo atlantismo. Sarà l'ennesima marionetta manovrata dall'UE e dagli Stati Uniti. 

Un Governo sovrano e padrone del suo destino farebbe di tutto per abbandonare alleanze pericolose e per riallacciare i rapporti con una Russia sempre più fondamentale e indispensabile in questa precisa età storica.




Il titolo è ironico quanto triste e veritiero. Oramai stanco di tutto questo mercato di buffoni tutti uguali, di questo circo gattopardesco dove tutto cambia per non cambiare mai, mi sono recato al seggio domenica per l'ultima volta (a meno che il sistema di schiavitù del nostro Paese non venga meno), ho deciso di sostenere e di portare a termine la mia protesta democratica e non-violenta e seppur incontrato due ore di resistenza da parte del segretario, presidente e scrutatori, sono riuscito ad astenermi attivamente, ho rifiutato le schede e ho fatto scrivere a verbale la seguente dichiarazione: "L'elettore Mascia Edoardo si rifiuta di votare e si astiene poiché non si sente rappresentato da nessuno dei partiti candidati".

Avrei voluto scrivere un libro con tutte le motivazioni per cui ho compiuto questo gesto, ma non potevo privare i membri del seggio di continuare nella loro illusione di democrazia partecipativa.


Il senso di vuoto provato è stato grande lo ammetto, non sentirsi rappresentato, non avere una fede politica o un qualsiasi gruppo a cui appartenere fa male e ti lascia una ferita profonda.






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