A meno che i politici e i partiti non si scuotano in senso decisamente riformistico ed evolutivo (sarebbe bello, ma non se ne vedono i benchè minimi presupposti), l'unica scelta possibile per un elettore onesto e consapevole mi sembra quella dell'astensione attiva, già invocata da più parti. Ovvero, andare a votare, farsi timbrare la scheda, non prenderla, e farsi mettere a verbale che è inutile esprimere preferenze perchè non c'è nessuna lista che ci rappresenti, appellandosi all'attuale legge elettorale, art. 104 comma 5.
Questa non è una scelta qualunquista, ma di amara protesta verso un parlamento imbalsamato, cha protegge i propri membri inquisiti, non sa varare una sana patrimoniale, non sa liberalizzare professioni e servizi, asservito com'è alle banche, alla finanza, suddito di Washington e di Bruxelles e delle varie corporazioni e multinazionali, non sa combattere la corruzione e la mafia e mortifica senza scrupoli giustizia, scuola, sanità, ambiente e telecomunicazioni.
Di seguito una parte del testo in prosa "Il Voto" di Giorgio Gaber:
"E allora come si fa a tacciare di sterile menefreghismo uno che non vota.
Potrebbe essere un rifiuto forte e cosciente di questa politica.
No perché non è mica facile non andare a votare, soprattutto non è bello farlo così a cuor leggero o addirittura farsene un vanto.
C’è dentro il disagio di non appartenere più a niente, di essere diventati totalmente impotenti.
C’è dentro il dolore di essere diventati così poveri di ideali, senza più uno slancio, un sogno una proposta una fede.
È come una specie di resa.
Ma al di là di chi vota e di chi non vota, al di là dell’intervento, al di là del fare o non fare politica, l’importante sarebbe
continuare a essere politici.
Perché in ogni parola, in ogni gesto, in qualsiasi azione normale, in qualsiasi momento della nostra vita ognuno di noi ha la possibilità di esprimere il suo pensiero di uomo e soprattutto di uomo
che vuol vivere con gli uomini e questo non è un diritto è un dovere."
Video del testo in prosa: https://youtu.be/asqWTqrsFQg
Testo della legge elettorale articolo 104 comma 5:
Edoardo Mascia
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