PREPARAZIONE AL VIAGGIO
Nel mese di marzo di quest’anno, ricevetti una richiesta per un incontro, destinato a discutere di un progetto Erasmus+ che avrebbe avuto luogo in Lettonia ad agosto chiamato "Language of Peace" Emanuele Didu, presidente dell’associazione ZENIT APS, era alla ricerca di una figura educativa che accompagnasse il gruppo in qualità di "group leader", o, come preferisco definirlo, di "educatore accompagnatore".
Appena mi venne spiegato il tema del progetto, che si sarebbe sviluppato incentrato sulla pace e sul dialogo, non esitai nemmeno un istante: accettai subito la proposta.
Nei miei anni di università e nella mia vita, ho avuto la fortuna di conoscere e approfondire temi legati all’educazione non formale, alla descolarizzazione della società, all’approccio non violento nella comunicazione. Insomma, tematiche che avevano ben poco da invidiare all’impianto su cui si basava il progetto.
Una volta confermato l’incarico come accompagnatore, l’obiettivo successivo era quello di selezionare i partecipanti.
La scelta non fu semplice: la distanza del viaggio, i pregiudizi legati alla sede ospitante (situata al confine con la Russia), la difficoltà di organizzare colloqui in presenza senza l’aiuto dei social media, costituivano delle sfide non indifferenti. Tuttavia, alla fine, il destino scelse di includere nel viaggio quattro ragazze: Alice Sarais di Iglesias, Martina Mallus di Selargius, Miranda Maio di Monserrato e Chiara Lancellotti di Domusnovas.
Per quanto mi riguarda, io vengo da Sant’Antioco, ma vivo a Sant’Anna Arresi, mentre la sede dell’associazione si trova a Teulada. Perché menziono le città di provenienza? Perché, nonostante la distanza relativamente breve tra di noi, trovare il tempo e il modo per incontrarsi, discutere, prepararsi è stato difficile. Tra impegni di lavoro, scuola e quant'altro, alla fine siamo riusciti a prepararci al meglio per quest’avventura.
Il nostro primo incontro avvenne il 17 agosto, una domenica, presso l’aeroporto di Cagliari/Elmas. Nonostante le ansie e i pregiudizi iniziali, le mie paure si mescolavano con le sicurezze e i punti di forza. Temendo che le ragazze non avessero abbastanza fiducia in se stesse o che avessero paura di relazionarsi, mi accorsi con sorpresa che, dopo solo un’ora di conversazione, sembrava che ci conoscessimo da sempre!
Abbiamo subito cominciato a ridere, scherzare e parlare di tutto. Senza paura, senza timore. Si è creata un'armonia che ha caratterizzato tutto il viaggio, consolidandosi giorno dopo giorno.
Dopo aver esposto le bandiere (il tricolore italiano e i Quattro Mori sardi) e scattato la foto di rito, eravamo finalmente pronti per l’imbarco!

Il primo giorno giungeva al termine, tra la stanchezza dei voli e la curiosità di conoscere i nostri compagni di avventura. Gli altri gruppi arrivavano infatti dalla Turchia, dalla città di Izmir, da Suceava in Romania, dall'Ungheria e per l'appunto dalla Lettonia.
INCONTRO E CONOSCENZA
Il giorno successivo, la mattina, si svolse il tanto atteso incontro di conoscenza. Laura, sempre premurosa e attenta a ogni dettaglio, ci presentò al resto del gruppo, introdusse il programma della settimana e ci affidò a Laine, la coordinatrice e guida del progetto. Laine, ragazza eccezionale, riuscì subito a metterci a nostro agio, facendoci sentire parte di una comunità che sarebbe cresciuta nei giorni seguenti.
Ogni incontro, che fosse mattutino, pomeridiano o serale, era scandito da un orario fisso, preceduto da una melodia speciale: la meravigliosa "Grace Kelly" di Mika.
Ogni attività iniziava con un momento di riscaldamento energetico, propedeutico al risveglio muscolare e mentale, per entrare con energia nella modalità partecipativa. Il primo giorno, in particolare, fu dedicato a numerosi laboratori rompighiaccio, finalizzati a rimuovere l’imbarazzo e i pregiudizi iniziali, creando un ambiente privo di giudizio e vergogna, dove ciascuno potesse esprimere la propria naturale autenticità.
La settimana fu organizzata in modo che ogni giornata fosse dedicata a un tema specifico, trattato attraverso laboratori e metodi di didattica non formale, basata sul dialogo, la riflessione e l’emersione della migliore versione di ciascun partecipante. A tale riguardo, si potrebbe trovare una similitudine con la scuola socratica, dove, attraverso il processo maieutico, Socrate invitava i suoi discepoli a scoprire se stessi, la verità e la realtà circostante.
Ogni giorno un gruppo diverso presentava un’attività. Il gruppo rumeno, durante la prima giornata, trattò il tema del conflitto personale e della consapevolezza delle proprie emozioni. Stefania, Lexy, Ana, Denisa e Irina, seguite dalla loro insegnante Mara, crearono un'atmosfera coinvolgente, riuscendo a suscitare curiosità ed emozioni nei partecipanti, nonostante la loro giovane età.
Il secondo giorno fu dedicato al gruppo ungherese, che ci guidò alla scoperta dell’empatia e dell’ascolto. Le due Flora (una bionda e una mora), Kata, Eszti e Boldizsar, accompagnati da Victoria, una giovane poliglotta con una straordinaria predisposizione ad aiutare gli altri, ci introdussero al tema del rispetto reciproco.
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The project is implemented with the co-financing of the European Union.
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