Nell'ultima settimana mi è stato prestato da un amico, il libro "Zitti e Seduti!" di William Frediani.
E' stato il colpo di grazia al mio essere interiore e alle convinzioni che ancora sopravvivevano in me riguardanti il mondo scolastico e dell'educazione.
Il libro è un'invettiva, una critica spietata alla scuola, all'istituzione, a ciò per cui serve e perché è nata, allo scopo per cui è diventata obbligatoria per le masse, ai suoi insegnanti (sempre meno critici e inevitabilmente banali, conformati all'istituzione della quale ormai son solo ingranaggi vecchi, logori e arrugginiti).
L'obbligo scolastico è l'unico tollerato e la scuola è l'unica istituzione che non viene sottoposta a critica feroce, poche cose cambiano al suo interno per poi scoprire che i meccanismi e gli schemi di azioni rimangono sempre, perpetuamente gli stessi.
Alunni costretti sin dalla tenera età ad essere sottoposti a rigido controllo, irreggimentazione, disciplina forzata, fine delle libertà, dei giochi e della spensieratezza.
Il controllo totale sui suoi sudditi e la propaganda, lo Stato lo effettua attraverso i suoi "sacerdoti del sapere" che sarebbero i maestri e gli insegnanti, che hanno il compito fondamentale di plasmare i futuri cittadini dal principio. Man mano che si cresce e si frequentano scuole elementari, medie e superiori le possibilità di una crescita autonoma, felice, libera da preconcetti e dogmi viene ferocemente repressa. La coercizione che ci porta a restare in classe per ore, banchizzati, alienati, in classi fatiscenti, con edifici al collasso è inevitabile, pena punizioni, ritorsioni e note.
La nostra vita sin dai cinque/sei anni fa il suo ingresso in un universo di valutazioni, di giudizi. di voti e di numeri. Diventiamo dei numeri. La nostra identità sociale può essere positiva solo se siamo ligi al dovere, se non facciamo mai domande, se ascoltiamo senza opporci, se stiamo fermi al nostro posto e se ripetiamo a pappardella ciò che il sacerdote di turno vuole sapere. Per chi si oppone, sin da subito si trovano porte sbarrate, note di demerito, bisogni di potenziamento e compiti a casa ulteriori (come se il calvario mattutino non fosse già abbastanza).
Arma totalizzante del Capitalismo, la scuola si prefigge di indirizzare i futuri cittadini in lavori e ruoli raggiungibili nella maggior parte dei casi, grazie alla propria posizione sociale (ereditata dalla famiglia), studenti e studentesse alla soglia dei quattordici anni si trovano al bivio cruciale, il processo di scelta garantirà la sua futura posizione all'interno di una società scolarizzata, militarizzata e velatamente democratica.
- Gli studenti e le studentesse decideranno il loro futuro in base a preconcetti familiari, giudizi dei professori e pressioni sociali e di prestigio economico. Ne conviene che la maggior parte degli studenti che si iscriveranno ad istituti tecnici proverranno da famiglie poco alfabetizzate e non borghesi, mentre coloro che si iscriveranno ai licei e successivamente all'università, avranno come origine famiglie agiate ed economicamente stabili.
- Gli strumenti forniti ai milioni di studenti di anno in anno, escluso il mero nozionismo, non forniscono mai possibilità di critica, di porre a giudizio l'ordine costituito, studi che avvengono su manuali e libri pressapochisti, lontani dal descrivere la realtà e velati da un ottimismo ipocrita. Mai d'altronde insinuare nelle teste l'idea che la vita sociale che li attende non è una promessa ma una minaccia. Vietato fornire loro capacità che possano sovvertire questo schema di pensiero.
"La pedagogia, sia nella sua veste autoritaria che in quella riformistica, parte dall'assunto secondo cui una selezionata èquipe di educatori e insegnanti ha il compito di agire sulla nostra coscienza al fine di migliorarci e di trasformarci, perché grazie a questa azione modellante si raggiungerebbe il progresso della società. Gli educatori si fanno carico di correggere il nostro carattere, plasmare la nostra personalità, riempirci le teste di sapere. In questa ingerenza, non devono smettere di affermare di agire nel nostro interesse, in modo filantropico, altruista, generoso. Siamo di fronte a ciò che Focault e Deleuze chiamavano "l'infamia del parlare per gli altri.Convinto di essere pieno di conoscenze "specialistiche" pisco-pedagogiche che in realtà non possiede, l'educatore si incarica di un'impresa redentrice e salvifica: quella di manipolarci. Eppure, niente, niente di niente, né gli studi, né i diplomi, né i curriculum vitae, né i riconoscimenti accademici dovrebbero autorizzare un qualsiasi funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione (maestro, professore, dirigente) a elevarsi al di sopra degli altri e a stabilire quale tipo di individuo, fabbricato in serie sia necessario per far progredire l'umanità. Non esiste niente che potrebbe dargli il diritto di stabilire come operare sulla nostra coscienza."
Come educatore è giusto mettere in dubbio e discussione idee e concetti estremi come quelli descritti in questo libro. Non riesco ad accettare il concetto che tutto il mondo-scuola sia esclusivamente un qualcosa di negativo, ma allo stesso tempo diventa difficile confutare queste tesi elaborate da Frediani.
Vacillare, capire che il mondo dell'educazione e della formazione a cui siamo stati e continuiamo ad essere sottoposti, non sia l'Eden che ci si voglia descrivere, è il primo passo verso un miglioramento.
In quest'epoca inoltre di transizione tecnologica, digitale, è necessario e fondamentale restare umani, cercare il contatto, captare le emozioni dei ragazzi e delle ragazze e prendersene cura, seminare teste pensanti, incoraggiare altri stili di apprendimento e altri ambiti di formazione, stare attenti ai loro bisogni e desideri.
Faccio un appello a tutti i colleghi e le colleghe, combattete e resistete, non fatevi ingoiare totalmente dal mostro istituzionale scolastico, non genuflettetevi al Potere, ma create un dialogo fra voi stessi e le vostre convinzioni e sconvolgetele.
I riferimenti di questo post si trovano nel libro:
"Seduti e zitti! Invettiva sull'istituzione scolastica" di William Frediani, 2020 Sensibili alle foglie.