E' incredibile come nel giro di poco più di trent'anni la Russia (ex Unione Sovietica), da un declino economico, territoriale, egemonico segnato dalla caduta del Muro di Berlino e da quell'ultima sventolata della bandiera rossa sul Cremlino datata 25 dicembre 1991, sia tornata alla ribalta, impetuosa a rivendicare quei territori che sono stati sempre sotto la sua influenza e che a poco a poco il capitalismo sfrenato made in USA stava cercando di rosicchiare tentando di renderli "neocolonie" dopo averne combinate di ogni nei paesi dell'Europa occidentale.
Non c'è da meravigliarsi che un conflitto ufficiale infine sia scoppiato, ci siamo dimenticati inebriati dal nostro edonismo sfrenato e nostalgico, che la crisi in Ucraina proseguiva da oramai dieci anni e che la bomba ad orologeria era pronta ad esplodere.
Ciò che mi stupisce di più è che c'è voluta una guerra per farci smettere di colpo di preoccuparci della pandemia.
Tutti quest'oggi ci siamo svegliati leggendo le pagine dei giornali, i post sui social, ascoltando le notizie alla tv e alla radio un pò sgomenti che parlavano ed allarmavano con titoli ed immagini inneggianti alla GUERRA!
E all'improvviso ci siamo ricordati che il vento dell'est soffia ancora e che non è mai stato così gelido come in questo momento. Ci siamo dimenticati invece fra una notizia di parte di qua ed un'altra faziosa di là della solita ipocrisia made in OCCIDENTE.
Non ho mai visto ne ho memoria di un allarmismo simile ogni qualvolta gli Stati Uniti, appoggiati dalla NATO e perciò anche da noi, hanno attaccato, invaso, distrutto e divorato uno Stato sovrano in nome del loro imperialismo.
Non ho mai visto tutto questo clamore ne una serie continua di immagini di distruzione mentre noi occidentali in nome di "guerre per la pace" abbiamo costretto intere popolazioni ad emigrare e ad abbandonare le proprie case, abbiamo distrutto intere città e cambiato per sempre i confini di intere nazioni. Però sto assistendo ipocritamente allo sdegno e alla condanna generale nei confronti del presidente Putin e delle sue misure messe in atto con l'invasione del territorio ucraino.
Disprezzo e condanno questo modo di giudicare e di confrontare le medesime situazioni con due pesi e due misure.
La guerra è sempre sbagliata a prescindere, ed un civile ucraino ha lo stesso diritto di vivere in pace come lo ha un cittadino siriano, libico, afgano, iracheno, yemenita.
Basta dunque con quest'ipocrisia di giudicare malvagio solamente il presidente russo e facciamoci tutti un'esame di coscienza. D'altronde la nostra amata e violenta pace è solo frutto della guerra silenziosa che tutti i giorni scuote interi stati.
Dopo la II guerra mondiale il mondo sviluppato ha vissuto lunghi decenni di pace, nel precario ma resistente equilibrio garantito dalla Guerra Fredda fino al 1991 e dalla globalizzazione fino ad oggi, Ma le guerre ci sono state e ci sono numerosissime nel Terzo mondo e nei Balcani. Si sono calcolati oltre 30 milioni di morti nei conflitti esplosi in Asia (Vietnam, Iran, Siria, Yemen), Africa (Libia, Etiopia, Somalia, Ruanda, Egitto, Eritrea), America Latina (Guatemala, Nicaragua, Bolivia e nella ex Jugoslavia.
L'unica certezza in questo preciso momento è che la Russia ha nelle mani il destino perlomeno del territorio ucraino e che l'Unione Europea sempre più indebolita e gli Stati Uniti sempre più verso il declino rimangono sotto scacco.
La caduta dell'Occidente d'altronde porterebbe giovamento all'unica grande nazione vittoriosa sotto ogni aspetto.... La Cina.
Ne vedremo delle belle.