giovedì 30 marzo 2023

Denuncia e rabbia.

"Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa, metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai."

Cosi recitava Mark Renton, interpretato magistralmente dall'attore britannico Edward McGregor, nell'epilogo finale del film Trainspotting, datato 1996.

Per chi non abbia mai visto il film ed intende vederlo prossimamente o in futuro, è sconsigliata la lettura di questo post che può contenere spoiler (quanto detesto questo inglesismo).

Concludeva così, con queste parole con voce fuoricampo uno dei film simbolo degli anni 90 e denuncia epocale al mondo della droga.

Due intere generazioni, quella X (i nati a cavallo fra l'inizio degli anni 70 e 80) e  dei millenials (dall'inizio degli anni 80 alla fine del secolo scorso), che venivano messi in guardia sulla vita orrenda e grottesca che le droghe potevano farti vivere nel caso ci si fosse indirizzati verso quella trasgressione, quell'avaria di sistema, quella tentazione angelica e infernale allo stesso tempo.

La soluzione ci veniva data proprio nel finale, non fate uso di sostanze stupefacenti, fatevi stupefare invece dal modello di vita occidentale e conformista, alienante e socialmente accettabile. 
Fatevi inghiottire dal modello piccolo borghese che il mondo vuole imporvi, e poco importa se tutte le comodità e gli oggetti che vi proporranno finiranno per fottervi il cervello ed evitare di pensare e di reagire mentre vi distruggeranno l'esistenza e il futuro, una vita così è cool.

La nevrosi a cui sono soggette le generazioni sopracitate e di cui gli effetti stanno salendo a galla in questo tempo post pandemia e contemporaneamente alla Guerra in corso, sono state impiantate proprio all'epoca, con la promessa di una finta terra promessa.

Da una parte quindi, dapprima, il volere imbrogliare e imbrigliare miliardi di esseri umani in tutto il mondo e dopo avergli illusi e fatto credere loro che un'esistenza conforme e tranquilla fosse possibile, farli risvegliare improvvisamente in una società infernale, ultracompetitiva, egoista, insensibile. 

Soluzione del mondo alla nevrosi? 
Ovviamente la DROGA!

Ma non l'eroina a cui il nuovo modello di vita promesso doveva porre un freno e un'argine, ma l'utilizzo della tecnologia, lo sdoganamento di microcomputer chiamati smartphone capaci di far urlare anche al più imbecille del villaggio, un messaggio udibile in tutti gli angoli della Terra, miliardi di persona dunque in catene, giovani che di quella terra promessa in Trainspotting non troveranno neanche le briciole fra un like su Instagram e un video visionato su TikTok.

Una catastrofe a tutti i livelli, un errore di sistema a cui ormai penso non ci sia più soluzione.

Sostengo che la ribellione contro il Potere e la società da cui siamo dipendenti oggi non possa più avere luogo, dopo essere stati assuefatti nei decenni, con droghe legali e non, con comportamenti socialmente accettabile e specchi per le allodole venduti a buon mercato.

Bisognerebbe ripartire da zero, e forse la distruzione e la catastrofe a cui ci avviciniamo sempre più, sia essa climatica, bellica, economica, potrebbe ridare slancio ad un nuovo inizio, facendo tesoro degli errori del passato e di questo grottesco presente.





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